Il ritorno di Goku segna un nuovo capitolo per una delle saghe più importanti della storia degli anime. Con Dragon Ball Super: Beerus, Toei Animation riprende il racconto iniziato nel 2015 e lo ripropone attraverso una versione rielaborata, con sequenze ridisegnate, nuove animazioni e una struttura narrativa più compatta. L’obiettivo non è semplicemente migliorare l’aspetto visivo della serie originale, ma offrire un’esperienza più vicina alle intenzioni di Akira Toriyama, valorizzando gli eventi che hanno segnato l’inizio di questa nuova fase della storia.
Un nuovo inizio dopo la battaglia contro Majin Bu

Il primo episodio riparte dalla pace ritrovata sulla Terra dopo la sconfitta di Majin Bu. Goku può finalmente dedicarsi alla propria passione per gli allenamenti, mentre il resto dei personaggi sembra aver ripreso una quotidianità relativamente tranquilla. Una situazione destinata a cambiare con il risveglio di Beerus, il Dio della Distruzione, una figura la cui sola presenza è sufficiente a mettere in allarme persino le divinità dell’universo.
La narrazione introduce progressivamente la nuova minaccia, alternando la vita di Goku alla presentazione di un personaggio destinato a ridefinire gli equilibri della saga. Beerus non è un semplice avversario particolarmente potente: rappresenta una forza di livello completamente diverso, capace di distruggere interi pianeti e di mettere in discussione tutto ciò che i protagonisti hanno imparato a conoscere.
È proprio questa contrapposizione a rendere efficace il debutto. Da una parte abbiamo Goku, ancora animato dall’irrefrenabile desiderio di diventare più forte. Dall’altra una divinità che sembra muoversi secondo regole completamente diverse da quelle dei guerrieri affrontati finora.
Toei Animation migliora il comparto visivo di Dragon Ball Super

Il principale motivo d’interesse di questa nuova versione è naturalmente rappresentato dal comparto tecnico. Rispetto alla serie del 2015, Dragon Ball Super: Beerus presenta un lavoro di revisione che interviene sui disegni, sull’illuminazione e sulla composizione delle inquadrature, cercando di restituire maggiore uniformità all’intera produzione. Le differenze si notano soprattutto nelle sequenze più dinamiche, dove i movimenti risultano maggiormente valorizzati dalla regia e dagli effetti visivi. Anche la gestione delle luci contribuisce a dare maggiore profondità alle immagini, mentre i contorni dei personaggi e le ombreggiature restituiscono un risultato complessivamente più curato.
Tra i momenti più interessanti del debutto troviamo l’allenamento mentale di Goku, impegnato a confrontarsi con avversari del calibro di Freezer, Cell e Majin Bu. La sequenza, assente nell’anime originale del 2015, recupera elementi del manga e li trasforma in un’occasione per mostrare le capacità del protagonista attraverso una scena d’azione particolarmente efficace. Non siamo quindi davanti a un semplice aggiornamento della risoluzione o a una ripulitura generale delle immagini. L’intenzione è quella di costruire un’identità visiva più coerente, capace di accompagnare il racconto senza le discontinuità tecniche che avevano caratterizzato alcuni momenti della prima serie.
Una narrazione più diretta e fedele

Un altro aspetto significativo riguarda il ritmo. Il primo episodio condensa diversi avvenimenti iniziali della serie originale, riducendo le parentesi meno importanti e concentrandosi maggiormente sugli elementi necessari per introdurre il nuovo arco narrativo. La scelta permette di raggiungere più rapidamente il cuore della storia, evitando che la presentazione dei personaggi rallenti eccessivamente il racconto. Anche il risveglio di Beerus assume maggiore importanza grazie a un’atmosfera più incisiva, che sottolinea la distanza tra il Dio della Distruzione e gli altri abitanti dell’universo.
Naturalmente, questa maggiore velocità presenta anche qualche rischio. Eliminare alcune situazioni quotidiane significa rinunciare a una parte di quella leggerezza che ha sempre caratterizzato Dragon Ball, soprattutto nei momenti in cui Toriyama alternava combattimenti e comicità. Sarà quindi interessante capire come i prossimi episodi riusciranno a mantenere questo equilibrio senza trasformare la serie in una successione troppo rapida di eventi.
Beerus e le premesse per il futuro di Dragon Ball Super

Il vero protagonista del debutto, almeno sul piano narrativo, è Beerus. La sua introduzione stabilisce immediatamente una gerarchia di potere diversa da quella conosciuta fino a questo momento, preparando il terreno per una sfida che metterà Goku davanti a un limite completamente nuovo. La ricerca del Super Saiyan God diventa così il motore degli eventi futuri, mentre il rapporto tra Beerus e Whis aggiunge ulteriori interrogativi sulla natura dei personaggi e sul funzionamento dell’universo.
La serie lascia intendere che il mondo di Goku sia soltanto una piccola parte di una realtà molto più ampia, nella quale esistono forze ancora tutte da scoprire. È una premessa importante, perché apre la strada a un’evoluzione della saga che non si limita ad aumentare la potenza dei combattenti, ma introduce nuovi equilibri e nuove prospettive narrative.
Un debutto convincente, ma la prova arriverà con i combattimenti

Il primo episodio di Dragon Ball Super: Beerus rappresenta un inizio promettente per questa nuova edizione. La revisione tecnica migliora la resa visiva, il ritmo è più diretto e alcune sequenze inedite contribuiscono a rendere il racconto più vicino al materiale originale. Resta da capire quanto queste migliorie riusciranno a mantenersi costanti nel corso della stagione, soprattutto quando la storia entrerà nel vivo degli scontri più impegnativi. È lì che il progetto dovrà dimostrare di essere qualcosa di più di una versione corretta dell’anime del 2015.
Per il momento, le premesse sono positive. Dragon Ball Super: Beerus sembra voler restituire maggiore solidità a una storia che, pur avendo introdotto alcuni dei personaggi più importanti della saga, aveva lasciato spazio a numerose critiche sul piano tecnico e narrativo. Il viaggio di Goku ricomincia, dunque, da dove tutto ha preso una nuova direzione. E se questo primo episodio rappresenta un’indicazione delle ambizioni del progetto, il confronto con il Dio della Distruzione potrebbe essere l’occasione per dimostrare quanto questa nuova versione abbia davvero da offrire.
DRAGON BALL SUPER: BEERUS IN BREVE
PRO
– Un restart di alta qualità.
– Scenotecnicamente molto valido.
CONTRO
– Al momento, nessuno.
LA NOSTRA VALUTAZIONE: 8/10
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Mi chiamo Giorgio, ho 34 anni e oltre a lavorare nel telemarketing e nell’amministrazione ed essere un laureando di Scienze Del Turismo, mi sono buttato nella critica cinematografica da qualche anno. Ho la passione del cinema fin da quando ero piccolissimo e ho iniziato a vedere film già in tenera età, dopo aver cominciato come tutti con i cartoni animati. Per me il cinema, così come la lettura, è un mondo dove trovo “la mia fuga dalla realtà”, guardare le cose da una prospettiva differente e trovare la risposta che cerco, per capire meglio me stesso e il mondo. Sono un appassionato anche di Serie TV, Anime e Serie Animate. Ho unito tutto questo con la scrittura e unendo queste due mie passioni, ho modo di esprimermi in qualche modo.