Marvel’s Wolverine è la nuova produzione di Insomniac Games, disponibile in esclusiva su PS5. Il gioco porta sullo schermo uno dei personaggi più iconici dell’universo Marvel, attingendo alla sua lunga storia nei fumetti e alle numerose rappresentazioni viste negli altri media. Realizzato in collaborazione con Marvel Games, propone una storia completamente originale che mette al centro proprio il mutante artigliato più famoso della Casa delle Idee.
La trama
Dopo aver cercato di lasciarsi alle spalle l’identità di Wolverine, Logan si ritrova ancora una volta costretto a fare i conti con il proprio passato. A tre anni dall’abbandono della sua squadra, decide di tornare in azione e unirsi nuovamente al Team X, una task force di mutanti che sta attraversando uno dei momenti più difficili della propria storia.
A complicare ulteriormente la situazione ci pensa Bolivar Trask, deciso a perseguire la sua convinzione della superiorità degli esseri umani. La sua campagna lo porta a rapire diversi mutanti, costringendo Wolverine a intervenire per cercare di salvarli.
La vicenda porterà Logan ad attraversare diverse parti del mondo, dal Canada al Giappone, fino ad arrivare a Madripoor, la controversa isola-stato dell’universo Marvel. Al suo fianco ci saranno diversi alleati mutanti, mentre lo scontro tra umani e mutanti metterà in gioco il futuro di entrambe le specie.
La storia cerca inoltre di mostrare un lato più personale di Logan. Wolverine non è semplicemente un eroe dotato di artigli e fattore rigenerante. È un personaggio tormentato, costantemente diviso tra la propria natura più violenta e il desiderio di proteggere le persone che gli stanno vicino.
Questo elemento viene utilizzato da Insomniac per costruire una versione del personaggio che cerca di rispettare la sua identità storica, introducendo allo stesso tempo una nuova interpretazione. Il passato di Logan torna più volte a galla e diventa parte integrante del viaggio del protagonista.
Il risultato è una storia che alterna azione, momenti più intimi e numerosi riferimenti all’universo Marvel, senza limitarsi a essere una semplice trasposizione del personaggio sul medium videoludico. E quando il mondo avrà bisogno di un eroe, Logan dovrà ancora una volta fare i conti con la sua parte più difficile da abbandonare. Wolverine.
A suon di artigli e adamantio

Il gameplay è probabilmente l’aspetto che più ci ha convinto di Marvel’s Wolverine dopo il comparto tecnico. Il combat system è viscerale, feroce e riesce a trasmettere bene la sensazione di avere tra le mani Logan.
Gli attacchi hanno un ottimo impatto. Ogni colpo restituisce una buona sensazione di potenza e gli artigli diventano immediatamente il principale strumento attraverso cui affrontare i nemici. Anche il fattore rigenerante di Wolverine viene integrato nelle meccaniche, contribuendo a rendere il protagonista molto più aggressivo rispetto a un normale personaggio d’azione.
Le abilità che si sbloccano nel corso dell’avventura ampliano progressivamente le possibilità del protagonista. Il giocatore può quindi costruire un Wolverine sempre più efficace durante gli scontri, sfruttando nuove capacità e combinazioni.
La cosa più importante, però, è che combattere nei panni di Wolverine è divertente. Il personaggio è estremamente potente e il gioco riesce a far percepire questa caratteristica senza trasformare ogni scontro in una semplice passeggiata.
Il problema è che questo sistema, pur funzionando bene, viene inserito all’interno di una struttura che non riesce a sfruttarne completamente il potenziale. Le situazioni di gioco sono abbastanza poco varie e il mission design rimane spesso molto basilare.
Nella maggior parte dei casi ci troviamo ad attraversare corridoi e aree più ampie per poi affrontare gruppi di nemici. Le dinamiche tendono a ripetersi per buona parte dell’avventura e questo finisce per ridurre l’effetto sorpresa dopo le prime ore.
Anche l’ambiente avrebbe potuto essere sfruttato maggiormente. Wolverine dispone di capacità che si presterebbero a una maggiore interazione con lo scenario, ma il level design raramente costruisce situazioni capaci di valorizzarle davvero.
Anche le boss fight non riescono a lasciare il segno. Sono poche e generalmente poco elaborate, mentre il livello di sfida, almeno alla difficoltà predefinita, è piuttosto basso.
Wolverine è talmente potente che raramente ci si trova davanti a situazioni capaci di mettere davvero alla prova le sue abilità. Sarebbe stato interessante vedere alcuni scontri costruiti maggiormente attorno alle caratteristiche dei singoli avversari, così da costringere il giocatore a modificare il proprio approccio.
Le sezioni stealth sono un altro elemento che ho trovato poco riuscito. Si percepisce l’influenza di Marvel’s Spider-Man nella costruzione di alcune situazioni, ma quello che funzionava bene con Peter Parker qui convince molto meno.
Wolverine è un personaggio completamente diverso e queste fasi non sembrano essere state costruite intorno alle sue caratteristiche. Finiscono quindi per risultare piuttosto semplici e poco soddisfacenti, soprattutto considerando quanto sia più naturale vedere Logan affrontare i nemici frontalmente.
Ci sono poi alcune sequenze scriptate nelle quali il ruolo del giocatore viene ridotto praticamente a quello di spettatore. In alcuni casi è possibile sbagliare un QTE senza conseguenze, mentre determinate sequenze in moto possono essere affrontate praticamente lasciando andare il gioco da solo.
Capisco la volontà di Insomniac di mantenere intatta l’adrenalina di determinati momenti, evitando di interromperli continuamente con input del giocatore. In alcune occasioni, però, si va semplicemente oltre e si ha la sensazione di assistere più che di partecipare.
A pesare maggiormente è però la gestione del ritmo. Marvel’s Wolverine è un gioco che dovrebbe vivere di adrenalina, ma tende continuamente ad alternare picchi di azione a momenti molto più lenti.
Dopo uno scontro particolarmente intenso può capitare di ritrovarsi a camminare lentamente, seguire delle tracce, cercare un oggetto o completare un’attività estremamente semplice prima di poter tornare all’azione.
Il problema non è tanto l’esistenza di queste sezioni, quanto il modo in cui vengono inserite. In un’avventura dalla durata relativamente contenuta, alcune di queste attività finiscono per sembrare semplicemente dei riempitivi.
Il gameplay funziona quindi soprattutto quando lascia fare a Wolverine quello per cui è stato creato, combattere. Il combat system è divertente e ha una buona base, ma la poca varietà delle situazioni, un level design poco ispirato, le boss fight poco elaborate e alcune scelte nella gestione del ritmo impediscono all’esperienza di raggiungere il livello che mi sarei aspettato.
Wolverine non è mai stato così bello

Se c’è un aspetto sul quale Marvel’s Wolverine lascia davvero poco spazio alle critiche, quello è il comparto visivo. Il gioco è semplicemente bellissimo da vedere e riesce in più di un’occasione a mostrare tutto il potenziale tecnico di PlayStation 5.
La qualità dei modelli dei personaggi è altissima, così come quella delle animazioni facciali. I volti riescono a trasmettere bene le emozioni dei personaggi, soprattutto nei primi piani e nelle scene più intime.
Durante i combattimenti, invece, il lavoro sulle animazioni contribuisce a rendere ogni scontro estremamente spettacolare. I movimenti di Wolverine sono aggressivi e caratterizzati da una buona quantità di dettagli. Anche il modo in cui il personaggio reagisce agli attacchi contribuisce alla sensazione di trovarsi davanti a un combattente molto diverso dal classico supereroe.
Anche il sistema di illuminazione e i riflessi fanno la loro parte, dando agli ambienti una resa molto realistica. Le fonti di luce riescono a valorizzare bene gli scenari, soprattutto nelle aree urbane e durante le sezioni notturne.
E proprio le ambientazioni meritano un discorso a parte. Marvel’s Wolverine ci porta attraverso luoghi molto diversi tra loro, passando dalle atmosfere più fredde e selvagge del Canada agli scenari decisamente più colorati di Madripoor e Tokyo.
Questa varietà permette al gioco di cambiare continuamente volto. Allo stesso tempo, dà a Insomniac la possibilità di mostrare il proprio lavoro in contesti visivamente molto differenti.
Le aree naturali riescono a sfruttare bene vegetazione, illuminazione e condizioni atmosferiche per creare scenari suggestivi. Gli ambienti urbani puntano invece sulla densità degli elementi presenti a schermo.
Tokyo, in particolare, offre un’estetica completamente diversa. Luci, insegne, vicoli e ambientazioni riescono a distinguersi bene dalle altre sezioni dell’avventura. Anche gli interni sono generalmente molto curati, con strutture, materiali e dettagli che contribuiscono a rendere credibili gli spazi.
Il risultato è un gioco che riesce a essere spettacolare praticamente in ogni contesto. Questo vale soprattutto durante le sequenze più movimentate.
Gli effetti visivi degli scontri, il sangue, i danni sui personaggi e l’impatto degli artigli contribuiscono inoltre a rendere il combattimento ancora più brutale anche dal punto di vista estetico.
L’unica nota leggermente stonata riguarda alcune animazioni che, in determinati momenti, sembrano eccessivamente velocizzate. Non sempre raggiungono quindi la stessa qualità del resto della produzione.
Molto bene anche il comparto audio. L’effettistica accompagna efficacemente combattimenti ed esplorazione e il doppiaggio italiano è uno degli elementi che ho apprezzato maggiormente.
La qualità delle voci e la direzione contribuiscono a rendere più credibili le conversazioni. È evidente la volontà di non lasciare nulla al caso e, sotto questo punto di vista, Marvel’s Wolverine è una produzione di assoluto livello.
Logan non perde un frame

Sul fronte dell’ottimizzazione bisogna partire da una considerazione abbastanza semplice. Un gioco sviluppato esclusivamente per PlayStation 5 deve girare bene sulla console per cui è stato progettato.
Marvel’s Wolverine, sotto questo punto di vista, fa il suo dovere. Su PS5 base il gioco riesce anche a utilizzare il ray tracing, offrendo una resa tecnica di livello molto alto.
Il problema arriva però quando si guarda alla pulizia generale dell’esperienza. Wolverine, come purtroppo capita con diverse produzioni al day one, presenta una quantità di bug che sarebbe stato preferibile non trovare.
Durante l’avventura può capitare di vedere alcune parti della mappa sparire temporaneamente. In altri casi è possibile assistere a veicoli che improvvisamente tornano indietro da soli, quasi avessero deciso di cambiare direzione.
In altre occasioni Logan può rimanere bloccato quando scende dagli alberi. Questo impedisce temporaneamente di proseguire e costringe ad aspettare che il gioco torni a funzionare normalmente.
Non sono problemi che arrivano a compromettere completamente l’esperienza. Sono comunque situazioni che si notano e che fanno percepire una certa mancanza di rifinitura.
Anche alcune animazioni avrebbero potuto essere trattate meglio. Si tratta di imperfezioni che non cancellano il lavoro tecnico svolto da Insomniac, ma che impediscono al gioco di raggiungere una pulizia assoluta.
Dal punto di vista delle prestazioni, invece, Marvel’s Wolverine riesce a fare quello che deve fare su PS5. I problemi maggiori riguardano quindi la presenza di alcuni bug e una serie di piccole imperfezioni.
In definitiva, l’ottimizzazione è solida ma non impeccabile. La base tecnica è ottima e dimostra ancora una volta le capacità di Insomniac, ma qualche settimana o mese aggiuntivo di rifinitura avrebbe probabilmente permesso di eliminare alcune delle situazioni più fastidiose.
Una nuova avventura per Logan

Marvel’s Wolverine è un progetto che riesce a convincere soprattutto quando mette al centro il suo protagonista. Logan funziona, sia dal punto di vista narrativo sia quando viene controllato direttamente dal giocatore.
La storia propone una versione originale del personaggio e sfrutta diversi elementi della mitologia Marvel senza limitarsi a riproporre quanto già visto nei precedenti adattamenti.
Il vero punto di forza rimane però il combat system. Combattere nei panni di Wolverine è appagante e il peso degli attacchi riesce a trasmettere bene la sua forza fisica.
Peccato che tutto questo venga accompagnato da una struttura meno convincente. La varietà delle attività, il mission design, alcune sezioni stealth e la gestione del ritmo avrebbero potuto essere maggiormente curate.
Il comparto tecnico riesce invece a risollevare ulteriormente l’esperienza. Modelli, ambientazioni, animazioni e illuminazione mostrano un livello qualitativo molto alto e contribuiscono a rendere l’avventura spettacolare.
Marvel’s Wolverine non è quindi privo di difetti. Alcune scelte impediscono al gioco di esprimere completamente il potenziale del personaggio. Quando però Insomniac lascia spazio agli artigli, al combattimento e alla componente più brutale di Logan, il risultato riesce a essere esattamente quello che ci si aspetterebbe da un gioco dedicato a Wolverine.
MARVEL’S WOLVERINE IN BREVE
PRO
– Combat system viscerale e soddisfacente
– Comparto visivo eccezionale
– Ambientazioni varie e molto curate
– Ottimo doppiaggio italiano
– Modelli e animazioni facciali di altissimo livelloCONTRO
– Narrazione prevedibile e poco ispirata
– Mission design e level design poco vari
– Ritmo troppo altalenante
– Boss fight poco elaborate
– Diversi bug al day oneLA NOSTRA VALUTAZIONE: 7,8/10
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Nato nel 2007, Alessandro “Akeno” Dato ama spaziare tra grandi produzioni AAA e titoli indie. La sua passione per i videogiochi nasce fin da piccolo, quando ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo videoludico giocando a Gears of War e Halo sulla console del padre. Oggi si dedica alla scrittura di articoli e recensioni, affiancandola alla creazione di contenuti videoludici sul proprio canale YouTube.
