Anime

La serie animata di Spawn merita di essere ri(scoperta)

Arrivata sulla pay TV italiana sul finire degli anni Novanta, la serie animata di Spawn è un gioiello che purtroppo, non ha avuto vita facile. Cupa, violenta e gotica, la serie TV basata sull’omonimo fumetto di Todd McFarlane, merita una seconda giovinezza tra chi la conosce già e chi, per questioni anagrafiche, non ha avuto la possibilità di godersela ai tempi.

La serie animata di Spawn merita di essere ri(scoperta)

Todd McFarlane presenta…

La serie animata di Spawn merita di essere ri(scoperta)

Andata in onda dal 1997 al 1999 su HBO e approdata nei palinsesti della pay tv italiana, più precisamente sul canale TELE+ Nero nel 1998, la serie animata di Spawn è basata sull’omonimo fumetto di Todd McFarlane edito da Image Comics. Per un totale di 18 episodi suddivisi in tre stagioni, Spawn è un notevole prodotto per adulti che – purtroppo – non ha avuto il successo che meritava.

La genealogia dell’Inferno

La serie animata di Spawn merita di essere ri(scoperta)

Spawn porta sul piccolo schermo la storia di Al Simmons, agente operativo della CIA che, tradito, viene barbaramente ucciso per poi rinascere come HellSpawn, anima dannata tramutata in demone da Malebolgia, il re dell’ottavo girone dell’Inferno. Compito degli HellSpawn è quello di guidare le armate infernali e fungere, così, da ago della bilancia in quello scontro finale tra Paradiso e Inferno chiamato Armageddon e che prenderà le mosse sulla terra.

Ciò nonostante, Al/Spawn non vuole sottostare alla volontà di Malebolgia, poiché intenzionato a riprendersi la sua vita nonchè famiglia. Con non poca titubanza, si schiera a favore dei deboli, mentre cerca di consumare la sua vendetta verso chi l’ha ucciso. Ma l’Inferno inizia a braccarlo tramite il sadico e violento demone Violator.

Una serie di alta caratura

La serie animata di Spawn merita di essere ri(scoperta)

Spawn ha dalla sua parte un insieme di vantaggi: da una qualità visiva senza sbavature alla regia curata e altamente funzionale alla serialità, per poi passare alla sceneggiatura scritta da Alan McElroy, decisamente matura e dark.

Ed è proprio quest’ultima peculiarità a rendere la serie TV, al pari della controparte cartacea, una storia solo ed esclusivamente per adulti. Un horror metropolitano che non lesina a mostrare iperviolenza, morti aberranti e sesso, conditi da tutto il marciume di cui l’essere umano è capace.

Pura estetica anni ’90

La serie animata di Spawn merita di essere ri(scoperta)

Essendo figlia degli anni Novanta – così come lo stesso fumettoSpawn non può far altro che trasudare quell’estetica ricercata e iconica di un decennio che ha permesso all’animazione di raggiungere il picco stilistico dello scorso secolo. Di pari passo, a questa si affiancano dei riconoscibili topoi: metropoli gotiche, notturne e dettagliate tanto nell’architettura di acciaio e vetro quanto nel degrado, villain memorabili e situazioni narrative complesse e per niente leggere.

Aspetti, questi, che Spawn condivide con altre due serie animate cult degli anni Novanta, ossia Batman: The Animated Series (che ha gettato le basi per un’animazione occidentale matura e cupa) e Gargoyles.

Ma tutto questo, non è bastato

La serie animata di Spawn merita di essere ri(scoperta)

Nonostante tutte le carte in regola, la serie animata di Spawn non ha incontrato il riscontro in cui si sperava. I motivi sono rintracciabili in differenti  decisioni nonché traversie. In primis, la volontà dello stesso McFarlane di chiudere la serie a conclusione del suo percorso naturale previsto dal contratto: 18 episodi con il massimo della qualità visiva e contenutisticaDi pari passo, sempre McFarlane, dopo questa parentesi televisiva ha preferito dedicarsi ad altri progetti, senza vincolare ulteriormente l’impegno verso lo show seriale rimasto, però, con un finale aperto.

Contemporaneamente, per quanto concerne i lati negativi che hanno portato al mancato rinnovo per altre stagioni, essi sono localizzabili nel disastro non di botteghino bensì di critica e valore artistico del live action di Spawn, uscito nei cinema pochi mesi dopo la serie TV.

Naturalmente, non vanno tralasciati i ‘tabù’ socio-antropologici dei tempi, in particolare quello di associare l’animazione a un linguaggio visivo per bambini. Pertanto, offrire nei palinsesti una serie animata per adulti come questa, a fine anni Novanta si è rivelato utopico nonostante serie competitor come i già citati Batman: The Animated Series e Gargoyles, coeve a Spawn, siano state ‘vendute’ come prodotti per l’infanzia anche se dotate – esplicitamente – di settings adulti.

Tanto per Batman quanto per Gargoyles, questo ha garantito un ritorno economico non indifferente per Warner Bros. Animation e Disney Television Animation con il merchandising di giocattoli e gadget rispetto a quello derivato dalla serie TV di Spawn che non ha trovato – purtroppo – terreno fertile.

Cosa resta della serie TV di Spawn oggi: un piccolo gioiello che meriterebbe una nuova vita

La serie animata di Spawn merita di essere ri(scoperta)

A distanza, rispettivamente, di 29 e 28 anni dalla messa in onda originale e italiana, la serie animata di Spawn rimane un vero e proprio peak dell’animazione degli anni Novanta che, insieme a Batman: The Animated Series e Gargoyles, forma un trittico prezioso che ha segnato un decennio e che continua, ancora oggi, a far parlare di sè.

Senza troppi giri di parole, Spawn meriterebbe una seconda vita, soprattutto alla luce del fatto che, in Italia, la messa in onda fu interrotta dopo i primi dodici episodi. Auspicabile sarebbe, pertanto, un sequel o un reboot sulla scia di X-Men ’97, cosicché da far ri(vivere) la bellezza di Spawn sul piccolo schermo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *